Luglio 2007
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Inserito da Giacomo il 27 Lug 2007 1:57 am nella sezione
33a America's Cup.
Valencia, di nuovo. La città spagnola è stata riconfermata sede della America’s Cup, per la 33esima edizione del trofeo più prestigioso di vela, che si disputerà nel 2009. La conferma è arrivata dall’ad di America’s Cup Management, Michel Bonnefous, dopo che nei giorni scorsi alcune anticipazioni della stampa spagnola avevano fatto capire che la scelta sarebbe stata questa e che per altre eventuali aspiranti (anche italiane) c’erano ben poche chance. Per Valencia, che mette in campo qualcosa come 110 milioni di euro, è una ricca occasione di completare il rilancio e lo sviluppo di un’area che ospiterà anche un gp di F1. Per Bertarelli è la contionuità che serve a sfruttare le strutture fin qui realizzate. Ma tra tanti sorrisi Bertarelli deve rassegnarsi ad avere parecchie grane da un altro milionario, Larry Ellison, gran capo di Oracle, che si messo in guerra contro di lui e la sua idea di Coppa America.
ALINGHI E GLI ALTRI - L’annuncio della sede di Valencia per la 33esima edizione dell’Amerioca’s Cup è stato dato alla presenza del sindaco della città spagnola, Rita Barberà del partito Popolare insieme a altre autorità iberiche come il ministro della Pubblica Amministrazione Helena Salgado, che ha detto: «Mi auguro che tutti i team possano partecipare, compreso quello statunitense di Oracle». Ma il team del multi miliardario americano Larry Ellison è per ora impegnato in una furiosa polemica (con tanto di ricorso alla Corte Suprema di New York) sulle regole con gli organizzatori. Difficilmente basterranno gli inviti diplomatici a placarlo. Il sindaco Rita Barberà, dal canto suo, ha ringraziato Alinghi per la scelta e ha detto che i cittadini dovranno essere fieri di ospitare nuovamente questo evento, non solo per motivi economici ma anche per l’emozione e la bellezza che le regate riservano.
«ELLISON CERCA RIVINCITE ALLE SCONFITTE» - Foto di rito, strette di mano e grandi sorrisi non bastano a Bertarelli pe tener lontano il fantasma di Ellison. «Oracle ha perso due volte la coppa e, anzichè cercare una rivincita in mare, cerca un successo in tribunale - attacca - Ci è arrivata una proposta, che riteniamo inaccettabile, di sfidare Oracle a San Francisco con barche da 90 piedi. Al più presto contiamo in una risoluzione davanti a un arbitrato indipendente. Ellison ha fatto e sta facendo una campagna aggressiva e costosa, molto costosa, il suo obiettivo di rendere la vela più esclusiva. Sostenere una causa davanti a in tribunale americano è molto costoso, noi tutti saremo costretti a spendere tanti soldi. Oracle, con il suo atteggiamento, ha diffuso insicurezza». Poi spiega che «uno dei motivi per i quali abbiamo scelto di tornare a Valencia è legato al possibile riutilizzo delle basi già esistenti. Diamo il benvenuto a chiunque voglia sfidare Alinghi e siamo felici di poter contare su un team spagnolo come Challenge of record».
LE NUOVE BARCHE - Entro il mese di ottobre verranno svelati i parametri della nuova classe di barche in gara. «Nei prossimi mesi faremo delle riunioni con i Challenger per decidere quale sarà la classe migliore da adottare - rivela il patron di Alinghi - La nuova classe ci permetterà di allestire una manifestazione ancor più combattuta. Non è vero che le nuove barche costringeranno i team a spendere di più, noi vogliamo limitare i costi dei consorzi. Potranno essere costruite più barche, ma solo una regaterà. La seconda sede delle selezioni? Sul mio cuore rimane stampata la bandiera tricolore, ma ma ancora nulla è stato deciso. Di certo la sede sarà europea». Alinghi avrebbe inoltre già nominato un arbitrato e una giuria indipendenti, risolvendo un’altra questione sollevata nel ricorso da Ellison.
DATE E FORMULA - La scadenza del 2009 risponde all’idea di Bertarelli di far diventare la Coppa America un appuntamento fisso, come un Mondiale o un’Olimpiade, anche se ciò non sarà mai una regola per tutti (se ci sarà un’altro defender potrà sempre decidere quando e come difendere il trofeo). Desta sorpresa il fatto che, per la prima volta, anche il defender (cioè Alinghi) parteciperà alle selezioni dei challenger. Ma fuori gara. Insomma, un po’ una bizzarria, motivata dalla necessità di testare la barca ma che rende un po’ complicato immaginare il calendario di quella che è stata, fino a quest’anno, la Vuitton Cup. Tutte stranezze che non sarà facile digerire. Così come non sarà facile dire addio alla tradizione Vuitton: fin dall’inizio delle selezioni dei challenger negli anni Ottanta sponsorizzava la manifestazione che definiva e premiava, con il trofeo che portava il nome della casa francese, lo sfidante del defender.
da www.corriere.it
Inserito da Giacomo il 27 Lug 2007 1:54 am nella sezione
33a America's Cup.
Per Russel Coutts, il vincitore di tre America’s Cup consecutive, l’ultima nel 2003 al servizio di Bertarelli e dell’allora neonato Alinghi, è finita la quarantena. La lite proprio con il miliardario italosvizzero lo aveva messo fuori gioco per tre anni, con un contratto di ferro che gli impediva di partecipare a qualsiasi titolo all’edizione 2007. Una rinuncia, naturalmente ben retribuita. Ora Coutts, anche stavolta molto ben ricompensato (si dice che la cifra sia tra i 15 e i 20 milioni) passa alla corte di un altro miliardario, l’americano Larry Ellison, che per due volte ha tentato la corsa alla Coppa America con il suo team BmwOracle.
PRECEDENTI - Ellison non è un personaggio facile. Soprattutto quando decide di rompere lo fa sul serio. Ne sa qualcosa Paul Cayard, che doveva essere il faro del team nell’edizione 2003 e invece si è ritrovato fuori dal team e fuori dalla Coppa America in una situazione simile a quella poi toccata a Coutts. Ellison poi si è affidato a un tipo cattivello quanto lui, Chris Dickson, ma ne ha cavato poco sia nel 2003 (sconfitta in finale di Vuitton Cup contro Alinghi) e quest’anno (netto 5-1 subìto da Luna Rossa in semifinale). E adesso ne sa qualcosa Ernesto Bertarelli, con il quale sembrava in sintonia, se non altro per l’appartenenza al ristretto gruppo dei più ricchi al mondo. Invece adesso è rottura piena. Ellison si è preso l’alfiere della prima Alinghi e soprattutto l’uomo che ha detto no a Bertarelli. Su che cosa? proprio sul modo di organizzare la Coppa America. Coutts già per il 2007 avrebbe voluto meno marketing e più sport, barche nuove più piccole. Tutto l’opposto della strada intrapresa dall’Acm, l’organizzazione della Coppa voluta da Bertarelli, che ha appena annunciato di voler avviare una nuova classe di barche più grandi per la 33esima edizione.
LE ACCUSE - «Io e Russell Coutts non vediamo l’ora di gareggiare fianco a fianco nella 33esima America’s Cup. Però, mi sembra essenziale che gli sfidanti agiscano insieme per costringere Alinghi ad adottare un protocollo giusto ed equo» attacca Ellison nella conferenza stampa per l’annuncio dell’ingaggio di Coutts come skipper e responsabile tecnico. Da un paio di giorni Ellison ha presentato un ricorso al tribunale di New York (titolare delle dispute sul Deed of Gift della Coppa America). Contesta aspramente il nuovo Protocollo della competizione e vuole ottenerne l’annullamento. E anche Coutts sui unisce volentieri alla battaglia contro l’ex amico Bertarelli: «Il protocollo esistente non è ragionevole - spiega - perchè favorisce in maniera sproporzionata il defender. Ci sono diversi problemi che devono essere risolti in fretta, in modo che tutti gli sfidanti possano iniziare a lavorare sul design delle barche e sugli altri aspetti della campagna. Cosa fare? Si dovrebbe formare una specie di comitato con il team svizzero in grado di decidere sulle tipologie delle barche perchè crediamo che gli uomini di Alinghi abbiano già da mesi iniziato a lavorare sulla nuova barca con le nuove regole dettate da loro stessi. Il fatto di avere iniziato a lavorare in anticipo dà loro un enorme vantaggio».
REGOLE E SOLDI - Ma ci sono altre questioni aperte, di regole e, soprattutto,di soldi. «I giudici di gara e la giuria - spiega Coutts - devono essere indipendenti e scelti sia dagli sfidanti che dal defender. Non condividiamo il controllo degli arbitri da parte di Alinghi. E poi, qualsiasi club nautico dovrebbe avere il diritto di sfidare Alinghi nella 33esima America’s Cup». Secondo l’attuale protocollo, infatti, Alinghi ha il diritto di eliminare prioritariamente qualsiasi avversario. «Infine non condividiamo la suddivisione degli introiti. Anche i team con un budget più basso devono avere il diritto di gareggiare».
da www.corriere.it
Inserito da Giacomo il 25 Lug 2007 10:33 am nella sezione
33a America's Cup.
VALENCIA (Spagna), 24 luglio 2007 - Alla fine Russell Coutts ha firmato con Oracle. Lo skipper neozelandese, vincitore di tre America’s Cup consecutive (due con New Zealand nel 1995 e nel 2000 e una con Alinghi nel 2003) si è accordato con l’imbarcazione americana: il suo score al timone è di 14 vittorie e zero sconfitte nelle regate della Coppa. La conferma, oggi, durante una conferenza stampa.
SI VOLTA PAGINA - Larry Ellison, patron di Oracle, dev’essere rimasto troppo scottato dalla figuraccia rimediata dalla sua barca nell’ultima Louis Vuitton Cup. La sconfitta, quasi umiliante, subita per mano di Luna Rossa, ha evidentemente spinto Ellison a prendere il migliore su piazza: di più, a sferrare a Bertarelli un attacco frontale, assoldando lo skipper che aveva portato al successo Alingh nella prima campagna di coppa America.
MAESTRO - Russell Coutts, 45 anni, è uno dei più grandi specialisti del match race. Dopo aver vinto con Alinghi la penultima edizione della coppa America, se n’era andato dall’imbarcazione svizzera in seguito a una frattura con il patron, Ernesto Bertarelli, in seguito a disaccordi sul suo contratto che non sono mai stati chiariti. Il 24 marzo 2005 i due avevano infatti chiuso una procedura arbitrale, per la quale Coutts si era impegnato a non partecipare all’ultima edizione della Coppa America con qualunque team e a non rilasciare altre dichiarazioni sulla vicenda. L’ingaggio del neozelandese, per quanto abbastanza scontato, è stato annunciato proprio nel momento in cui Oracle ha aperto una disfida legale con Alinghi sull’organizzazione della prossima edizione e indica la volontà di Ellison di non dare tregua a Bertarelli. Quest’ultimo, d’altra parte, domani parteciperà all’annuncio ufficiale che la prossima Coppa avrà luogo (o dovrebbe avere luogo) di nuovo nelle acque di Valencia, nel 2009.
(testo tratto da www.gazzetta.it)
Inserito da Giacomo il 14 Lug 2007 12:47 pm nella sezione
33a America's Cup.
La notizia pubblicata ieri sui quotidiani sardi, riporta dell’incontro avvenuto a Roma fra Ernesto Bertarelli, fresco vincitore dell’America’s Cup, il Presidente del Consiglio Romano Prodi, il Ministro della Difesa Parisi e il Presidente della Regione Sardegna Renato Soru. L’obbiettivo era quello di proporre la candidatura italiana per la prossima coppa. La location è stata individuata nell’arcipelago de La Maddalena, già oggetto di candidatura per ospitare la manifestazione che poi si è tenuta a Valencia.
La zona dell’arcipelago è attualmente occupata dalla Base militare americana, ma nel 2008 secondo gli accordi tra Italia e Stati Uniti dovrà essere dismessa, lasciando libero lo spazio nell’isola di Santo Stefano, sulla quale Bertarelli avrebbe fatto più di un pensiero.
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