Giugno 2007
Monthly Archive
Inserito da Giacomo il 25 Giu 2007 12:17 am nella sezione
America's Cup.

Ci sono volute 6 sconfitte consecutive ed una America’s Cup persa prima di portare a casa un punto che adesso pesa come un macigno. Alla fine però Team New Zealand ce l’ha fatta ed ora può guardare il defender elvetico alla pari. Un punto che ha il sapore dell’impresa perchè da 15 anni a questa parte, ovvero nelle ultime 3 edizioni della Coppa America, una delle due barche rimaneva a zero nella finale. Proprio così, le ultime 3 finali si sono risolte sempre per 5 a zero. Questa interruzione della tendenza potrebbe essere letale per la sicurezza del defender, che ora, se ancora non l’avesse capito, sa che lo sfidante non è lì per caso e non è lì per fare una gita di piacere. E’ lì per vincere, è lì per riportarsi la coppa in Nuova Zelanda.
Anche il team elvetico ha dimostrato di poter scricchiolare quando viene messo sotto pressione. Ad un certo punto della regata, il pozzetto di Alinghi non sapeva più che pesci prendere, è entrato completamente nel pallone, e l’espressione della difficoltà era dipinta nel volto dello skipper e tattico Brad Butterworth. E’ bastato un cambio di percorso per scombinare i piani del defender, che in vantaggio di 70 metri nel primo lato di poppa, ha optato per girare alla boa più lontana, perdendo così metà del vantaggio e di fatto riaprendo la regata a favore dei kiwi.
Evidentemente scombussolato dal recupero neozelandese, e ormai con il fiato kiwi sul collo, Alinghi non ha saputo mantenere l’esiguo vantaggio, e complice un salto di vento, a metà bolina Team New Zealand è passato davanti, e come ha dimostrato durante le regate contro Luna Rossa, quando la barca neozelandese è davanti, non c’è trippa per gatti. Terry Hutchinson ha infatti ordinato una marcatura stretta strambata su strambata nei confronti della barca svizzera, sbattendo la porta in faccia ad ogni tentativo di rimonta dell’avversario e andando a tagliare il traguardo con un delta di 25 secondi. Il team di Bertarelli avrà di che discutere nella giornata di riposo prevista per domani, mentre il team di Grant Dalton sarà caricato a molla e non vedrà l’ora di ripetere l’impresa.
Vogliamo congratularci con i cinque di Alinghi che hanno ottenuto sedici vittorie consecutive in America’s Cup. Oggi è stata una giornata caratterizzata da condizioni variabili che siamo riusciti a sfruttare bene. Proprio nel momento in cui ne avevamo bisogno è arrivato il più grande salto di vento a sinistra della giornata che ci ha permesso di mantenere Alinghi oltre la layline di destra - Ray Davies (ETNZ)
Cosa è successo oggi? Credo che nella prima metà della regata abbiamo fatto un ottimo lavoro, mentre nella seconda abbiamo sbagliato qualcosa. È stata una giornata difficile e la barca neozelandese ha navigato bene durante tutta la durata della regata, quindi non è stato facile staccarci da loro. Quando siamo arrivati al cancello di poppa abbiamo scelte boe differenti e il gioco si è riaperto - Brad Butterworth (Alinghi)
quando eravamo in testa, abbiamo strambato fuori fase in un paio di occasioni e abbiamo perso un po’ di vantaggio avvicinandoci al cancello - Murray Jones (Alinghi)
Inserito da Giacomo il 24 Giu 2007 12:10 pm nella sezione
America's Cup.

Come da copione il defender si aggiudica la prima regata dell’America’s Cup e si porta in vantaggio per 1 a 0 sullo sfidante Emirates Team New Zealand. Il copione però non è stato rispettato in pieno, perchè secondo quanto detto la barca elvetica doveva essere un vero missile in condizioni superiori ai 12 nodi, avrebbe dovuto “uccidere” la competizione, non ci sarebbe dovuta essere nemmeno storia per il povero sfidante.
E invece la storia c’è stata. Alinghi è sembrata sì veloce, ma non così tanto e non dove tutti se lo aspettavano. Era lecito immaginare una velocità superiore in bolina, e invece a parità di vento, come si è visto nei 7-8 minuti successivi alla partenza, le prestazioni delle due barche erano pressappoco uguali. D’altra parte Alinghi è sembrata più agile in manovra e nell’andatura di poppa, ma quest’ultimo dato non può essere tanto attendibile perchè il vento era molto rafficato.
Alla fine dei giochi il defender ha vinto, ha convinto, ma ha lasciato ancora margini di ottimismo per lo sfidante. Oggi si corre la seconda regata con partenza alle 15.00, le previsioni meteo parlano di vento inferiore rispetto a ieri. Vedremo se anche con meno aria il Defender saprà portare a casa il punto.
Siamo contenti della nostra partenza, sottovento alla barca neozelandese. La chiave della regata è stata il salto di vento a sinistra che noi abbiamo sfruttato nella prima bolina. La nostra sensazione è che le barche siano molto simili di bolina, mentre è difficile fare una valutazione a caldo per quel che riguarda la poppa, dato che il vento era rafficato e i distacchi variavano rapidamente di una o due lunghezze. - Juan Vila (Alinghi)
Non siamo sorpresi dalle qualità di Alinghi. Sapevamo che la loro barca è veloce e che l’equipaggio regata bene. Sicuramente dopo la sconfitta di oggi non possiamo lamentarci della velocità della nostra barca. Non posso dire che abbiamo regatato male, ma certamente non abbiamo regatato sufficientemente bene per vincere - Dean Barker (ETNZ)
Inserito da Giacomo il 23 Giu 2007 12:11 pm nella sezione
America's Cup.

Alla fine non c’è stata nessuna sorpresa. Alinghi ha ufficializzato la presenza di Ed Baird alla ruota della barca defender nella finale dell’America’s Cup che inizierà oggi. Dunque vedremo un americano contro un neozelandese, due generazioni di velisti a confronto. Ed Baird però pur avendo alle spalle 3 campagne di America’s Cup, non ha mai timonato in una finale. Dean Barker invece può vantare di aver timonato una finale completa (2003) pur da sconfitto, e una singola regata di finale, nel 2000, concessagli dal “maestro” Russell Coutts su un vantaggio di 4 a 0 nei confonti dell’allora Team Prada.
Partenza della regata oggi alle 15.00 con previsioni di vento sui 12-14 nodi da Sud-Est.
Inserito da Giacomo il 22 Giu 2007 10:28 am nella sezione
America's Cup.
Il Defender ha reso noto che regaterà con SUI 100, la seconda delle due barche costruite per questa edizione dell’America’s Cup. E già questa è un’incognita, perchè la barca non ha mai gareggiato in regate ufficiali contro altri team di Coppa America e quindi le reali prestazioni si potranno sapere solo a partire da domani. Il vero rebus è però quello del timoniere che esordirà domani contro Team New Zealand. Il nome sarà ufficializzato soltanto oggi ma tutti danno per papabile l’americano Ed Baird. In effetti c’è sempre un certo Peter Holmberg che scalpita in banchina. Ci sarebbe anche un terzo incomodo, il tedesco Jochen Schuemann, ma per vederlo domani alla ruota servirebbe un miracolo o un epidemia nell’equipaggio. Vediamo nel dettaglio i 2 timonieri più accreditati.
Perter Holmberg - Isole Vergini - 46 anni.
Esperienza in America’s Cup: Team Dennis Conner (2000), Oracle BMW Racing (2003).
Medaglia d’argento in Classe Finn nei giochi di Seoul, Corea, nel 1988.
Ed Baird - USA - 49 anni.
Esperienza in America’s Cup: Team New Zealand (1995), Young America (2000), Stars & Stripes (2003).
Campione del Mondo Laser nel 1980.
Un curriculum di tutto rispetto per entrambi, con un pò più di esperienza in America’s Cup a favore di Ed Baird, che però specie nell’ultimo Louis Vuitton Act, quello di flotta, non ha fatto vedere eccezionali partenze. Può essere quello il tallone di Achille della corazzata svizzera? E’ difficile dirlo perchè quelle erano regate di flotta mentre questo è match race. Come sempre, staremo a vedere. Domani inizio dell’America’s Cup con previsioni che parlano di brezza da sud, sud-est a 12-14 nodi. There will be no second.

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