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Maggio 2007


…che rendono gli uomini immortali…

Dopo Luna Rossa, anche Emirates Team New Zealand si aggiudica il posto nella finale della Louis Vuitton Cup, battendo per 5 a 2 Desafìo Espanol alla fine di una regata altamente spettacolare.

Lo spettacolo però non è stato quello del match race tra le due barche, bensì quello offerto dalle condizioni meteo con il quale i due equipaggi sono scesi in acqua. Vento di quasi 20 nodi e onda formata di 1 metro hanno messo a dura prova i velisti dei due team che si sono beccati tonnellate d’acqua in faccia e che a fatica riuscivano a togliere dal pozzetto che si riempiva inesorabilmente durante i lati di bolina.

La regata in sè non ha avuto mai storia, con Team New Zealand, che una volta guadagnata la partenza si è allungata e ha controllato l’avversario senza troppi affanni fino a chiudere con oltre 500 metri di vantaggio sulla linea di arrivo. Il team spagnolo chiude così la sua più che positiva campagna di Coppa America.
Appuntamento quindi al 1° giugno, quando inizierà la finale Luna Rossa vs. Team New Zealand, replica dell’America’s Cup 2000 vittoriosa per i kiwi, che si presentavano come defender. Ma come ho già detto, quella è stata un’altra storia.

In una regata disputata con le condizioni di oggi emergono tutti i vantaggi del nostro allenamento invernale nell’Hauraki Gulf. Alla luce di come sono andate le semifinali, non sono molto convinto che abbiamo scelto l’avversario giusto - Dean Barker

Siamo felici del risultato che abbiamo ottenuto, soprattutto se penso che abbiamo vinto due regate contro i neozelandesi. Prima di questa semifinale non li avevamo mai battuti - Karol Jablonski

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E sono 5, ed è finale, ed è come nel 2000, ed è meglio del 2000. Luna Rossa batte Bmw Oracle anche oggi ed è la prima finalista della Louis Vuitton Cup. Non è bastata l’estromissione di Dickson (sostituito alla ruota da Sten Mohr) per dare la scossa al team americano, anche oggi gli uomini di Francesco De Angelis hanno avuto la meglio, e il 5 a 1 finale dimostra un dominio nettissimo in tutte le regate, condotte con la prua davanti dall’inizio alla fine, tranne per quella seconda regata, come ho già detto, più persa da Luna Rossa che vinta da Oracle.

Non fosse stato per quell’errore di tattica, sarebbe un secco e clamoroso 5 a 0 nei confronti di un team che per quanto aveva fatto vedere nei round robin, partiva con i favori del pronostico. E invece l’equipaggio italiano non la pensava così, e conscio della propria forza e del proprio potenziale, ha infilato una serie di prestazioni che alla luce dei risultati, senz’altro avranno dato da pensare anche al Defender. E l’obbiettivo finale è proprio quello, andare a dimostrare ad Alinghi che l’Italia è più forte della Svizzera.

Prima però bisognerà vincere almeno altre 5 regate contro un avversario che ancora non si conosce ma che molto probabilmente sarà New Zealand. Se così fosse vedremo la rivincita di quella che è stata l’America’s Cup del 2000. Allora i neozelandesi ci avevano rifilato un perentorio 5 a zero. Ma quella era un’altra storia, oggi la realtà è che possiamo e dobbiamo batterli.

Ho sempre sognato di vincere l’America’s Cup. Condivido questo sogno con Francesco de Angelis e per questo ci siamo trovati - James Spithill

Siamo tristi di finire in questo modo un lavoro durato quattro anni, ma Luna Rossa ha meritato la vittoria. Per la continuazione della sfida non ha bisogno di consigli da nessuno, tanto meno da me - Chris Dickson

Luna Rossa conquista la finale della Louis Vuitton Cup

Se il terzo punto è stato fantastico, il quarto è stato addirittura straordinario: Luna Rossa batte Bmw Oracle Racing anche oggi e conduce la semifinale della Louis Vuitton Cup per 4 a 1, portandosi a -1 dalla finale. Una sola parola basta a descrivere la forza di James Spithill nella fase di pre-partenza: impressionante.

Seguo l’America’s Cup da 4 edizioni ma non avevo mai visto una barca avere un dominio così netto ed evidente in partenza. Se nelle precedenti campagne, la fase di partenza si era dimostrato il tallone di achille del team italiano, con l’assunzione di Spithill il problema non solo si è risolto ma si è trasformato in uno dei maggiori punti di forza.

James Spithill

Il timoniere australiano in questo caso si è dimostrato fenomenale, riuscendo a trasformare in un massacro senza precedenti i 30 secondi residui del prestart, infliggendo a Dickson prima una penalità per non avere rispettato il diritto di precedenza con le mure a dritta, e poi una seconda per non aver dato “acqua” a Luna Rossa, costringendola alla collisione, e costringendo gli umpires a sollevare la bandiera rossa, che significa penalità da eseguire immediatamente.

Evidentemente annichilito dalla prestazione di Luna Rossa, e ancora agonizzante, Bmw Oracle ha esitato qualche secondo di troppo a compiere il giro a 360 gradi previsto dalla penalità, rischiando così la bandiera nera che avrebbe significato la vittoria a tavolino per la barca italiana. E così mentre Luna Rossa sfrecciava a tutta velocità verso la prima boa di bolina, gli americani perdevano tempo ad eseguire la penalità che ha di fatto chiuso la regata ancora prima di iniziare.

Nonostante tutto i ragazzi di Francesco De Angelis non si sono fatti prendere dall’euforia e hanno condotto il loro match race come da manuale, addirittura incrementando il vantaggio ad ogni giro di boa, fino a tagliare il traguardo con quasi 2 minuti di distacco.
Domani si scende nuovamente in acqua e vedremo se Luna Rossa saprà chiudere la pratica sfruttando il primo dei 3 match point a disposizione, cosa che con tutta probabilità faranno anche i neozelandesi, che nell’altra semifinale si sono portati anch’essi sul 4 a 1 nei confronti del team iberico.

Two penalties in today’s prestart. I can’t remember the last time that happened in racing at this level. Dickson is not sailing his best. He is better than this - Paul Cayard

Luna Rossa

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